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Dario Di Vico
I destini dei due brand emiliani in pancia a VW: se il gigante tedesco mostrasse l’intento di quotare l’azienda di S. Agata, Ferrari potrebbe farsi avanti. Per le moto, invece, ci sarebbe la fila dei fondi private equity. Ma non ci sono certezze sul futuro «in solitaria» per entrambe
Ex malo bonum. C’è chi, ed è un banchiere di lungo corso come Marco Mazzucchelli, pensa che dalla profonda crisi in cui si dibatte il gruppo Volskwagen ne possa uscire un vantaggio per il made in Italy. Se davvero i tedeschi mettessero sul mercato la Lamborghini, magari con l’intento di quotarla, l’italianissima Ferrari con un blitz dovrebbe pensare di comprarla direttamente e conquistare una posizione di leadership nelle vetture esclusive, diventando riferimento assoluto del settore luxury-entertainment-lifestyle e motor racing. In attesa degli sviluppi più o meno clamorosi che seguiranno, l’attenzione per ora è concentrata sugli annunci che arrivano dalla Germania: il ceo della Volkswagen, Oliver Blume ha rotto gli indugi e ha parlato apertis verbis delle difficoltà (20% in più di costi rispetto ai concorrenti) nelle quali si trova il colosso dell’auto tedesca e ha indicato come ricetta per uscirne una drastica ristrutturazione grazie a un taglio-monstre di circa 100 mila posti di lavoro.







