Luca Zaia, presidente del Consiglio regionale veneto, mentre parliamo il gioielliere Mario Roggero, dopo la condanna in Cassazione, è entrato in carcere. Che impressione le ha fatto questa storia?
«Avverto una cesura netta tra il sentimento dei cittadini e la sentenza della corte. Questo non significa che il giudice ha sbagliato, ma che servono nuove norme. Dobbiamo risolvere il problema alla base. Non sono tra quelli che mettono sempre i magistrati sul banco degli imputati. Noi della Lega abbiamo introdotto nell’ordinamento, anni fa, la legittima difesa, ed è stata una rivoluzione di cui ci prendiamo il merito. Ma oggi dobbiamo riconoscere che ci sono ancora degli spazi su cui si può lavorare».
Quindi servono leggi nuove?
«Sì, perché sul piano giuridico non c’è nulla di statico. I magistrati applicano le leggi che ci sono. La legge dovrebbe adattarsi, al fine di accogliere in maniera sostenibile il dibattito in corso sulla difesa della propria persona e della propria famiglia».
Che tipo di miglioramenti immagina?











