L'ex Smiths, antidivo del rock per eccellenza, al Lake Sound Park non tradisce con un set che alterna ironia e nostalgia tra classici e brani dell'ultimo album 'Make-Up Is a Lie'

Cosa si inventerà stavolta Morrissey, il solo, unico e ineguagliabile (per fortuna) Moz? Nei giorni scorsi è stato persino immortalato sui Navigli di Milano, rigorosamente vestito di nero, nonostante il caldo torrido. Un’immagine che, conoscendo il personaggio, non sorprende affatto gli irriducibili. In molti, fino all’ultimo, non avrebbero scommesso sul concerto di questa sera – lo annullerà? Forse, chissà – perché con Morrissey nulla è mai davvero garantito. E invece ha fatto centro anche stavolta. Il ritorno in Italia passa dal Lake Sound Park di Cernobbio, all’ex Galoppatoio di Villa Erba, prima di due date estive nel nostro Paese (la seconda sarà il 21 luglio ad Asti), davanti a un pubblico arrivato da tutta Italia e dall’estero per vedere un artista che continua a sfuggire a qualsiasi definizione. Villa Erba, del resto, non è una location qualsiasi. È stata la dimora di Luchino Visconti, uno dei registi che Morrissey ha sempre venerato, insieme a Pier Paolo Pasolini e Federico Fellini. Non è un dettaglio secondario: da anni Morrissey apre i propri concerti con sequenze tratte dal grande cinema italiano, tra musica e immagini. Al regista di 'Rocco e i suoi fratelli' – film che lui stesso definì “fantastico” – dedicò persino 'You Have Killed Me', uno dei tributi più espliciti del suo repertorio alla cultura italiana.