Morrissey ha appena cancellato tutte e quattro le date della sua residenza a Las Vegas, a una settimana dall’inizio. Motivo ufficiale: “impreviste difficoltà logistiche”. E fin qui, verrebbe da dire, tutto normale. Perché Moz è Moz. Uno degli autori più importanti usciti dalla musica britannica degli ultimi quarant’anni e, contemporaneamente, un uomo che sembra aver trasformato l’essere disadattato in una professione. Che la parola sia da intendere come complimento o come difetto è una questione che lascio volentieri aperta.
Devo confessare una cosa: mi piace scrivere di lui. L’ho fatto molte volte e bisogna riconoscergli una qualità che pochi altri possiedono: offre materiale con una regolarità impressionante. Anche quando non pubblica un disco. Anche quando non sale su un palco. A volte, soprattutto quando decide di non salirci. La cancellazione di Las Vegas, quindi, non è particolarmente sorprendente. Va semplicemente ad aggiungersi a un repertorio ormai vastissimo di episodi nei quali il nostro riesce nell’impresa di essere contemporaneamente protagonista, antagonista e ufficio stampa di se stesso.
Ne ho scelti nove. Diktat di questo blog che proprio quest’anno compie quindici anni. Cominciamo.










