Il giornalista diceva di lavorare per l'agenzia regionale per la protezione dell'ambiente campana. Ma non era vero
Luigi detto Luca Esposito, ucciso a Eboli, raccontava ai colleghi di seguire il calcio per passione. Ma diceva di essere dipendente dell’Arpac, l’agenzia regionale per l’ambiente della Campania. Ieri l’ente ha smentito. E su questa professione mai esercitata si concentrano le indagini della procura di Salerno diretta da Raffaele Cantone. Esposito «non risulta titolare di un rapporto di lavoro con Arpac, né come dipendente né come dirigente, né risulta alcuna relazione di natura professionale», scrive l’Arpac.
L’amica Maria Esposito dice oggi a Repubblica: «Siamo addolorati e sgomenti per questo omicidio, ma adesso anche increduli e perplessi per il comunicato dell’Arpac. Ci conoscevamo da dieci anni, ci eravamo sentiti la settimana scorsa. Era una persona molto riservata, teneva alla privacy e infatti, pur lavorando insieme, non mi aveva mai parlato della sua vita privata. Mi diceva però di lavorare all’Arpac. Se avevo bisogno di parlare con lui di mattino, dovevo mandargli un messaggio perché, sosteneva, era in giro a fare sopralluoghi. E quando si presentava, ad esempio anche allo stadio Arechi di Salerno, spesso diceva: “Piacere, sono Luca Esposito, dirigente dell’Arpac“. Che significa tutto questo? Vogliamo risposte».










