«I nuovi treni offriranno un maggiore comfort». Così, nel 2022, Gtt annunciava l’acquisto dei primi quattro convogli di ultima generazione, chiamati “Metropolis”, che sostituiranno quelli attuali sui binari della Linea 1. Più posti. Un nuovo sistema di illuminazione a Led. Più schermi multimediali. Si è pensato a tutto, per il rinnovamento che verrà dei convogli che oggi hanno 20 anni. Ma non a una soluzione contro il caldo: neanche sui treni della metropolitana del futuro ci saranno i condizionatori. O un qualsiasi sistema di raffreddamento alternativo. Il Val era la tecnologia più moderna, ma non prevedeva climatizzatori Da una settimana a questa parte, chi sale sulla metro deve fare i conti con temperature sopra i 35 gradi. Per combatterle si può contare solo su un ventaglio, perché non è mai stato progettato nulla contro il caldo. Ad ammetterlo, oggi, c’è anche il responsabile della progettazione preliminare delle opere civili della Linea 1 della metropolitana Giambattista Quirico. Lui, ex ingegnere capo in Comune oggi in pensione, nel 1990 è stato tra gli autori della delibera con cui la Città scelse il sistema tecnologico Val per la metropolitana inaugurata poi nel 2006: «Allora il Val era l’opzione più moderna - racconta Quirico - Negli anni siamo andati anche più volte a Lille per vedere la metro della città francese con lo stesso sistema tecnologico. Era il futuro, nessuno pensava ai condizionatori: non li avevamo neanche in ufficio in Comune».