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Massimiliano Jattoni Dall’Asén

Il riscaldamento globale entra nelle strategie industriali: Eurostar riprogetta i nuovi convogli pensando al clima della metà del secolo e non più soltanto a quello di oggi

I treni che entreranno in servizio tra qualche anno dovranno viaggiare più o meno fino agli anni Sessanta. Per questo non possono più essere progettati pensando al clima di oggi, ma a quello che troveranno quando arriveranno a fine carriera. È il cambiamento di prospettiva che sta investendo anche l'industria ferroviaria: il riscaldamento globale non impone soltanto di ridurre le emissioni, ma costringe le aziende a ripensare prodotti destinati a durare decenni. La scelta di Eurostar racconta meglio di molte analisi questo cambiamento: la società ha chiesto che i nuovi convogli ordinati ad Alstom siano progettati per funzionare con temperature esterne fino a 55 gradi: la società ha chiesto che i nuovi convogli ordinati ad Alstom siano progettati per funzionare con temperature esterne fino a 55 gradi.

La società che gestisce i collegamenti ad alta velocità attraverso il Tunnel della Manica ha deciso di aggiornare le specifiche tecniche previste dal contratto con il gruppo francese Alstom, sfruttando la possibilità di modificarle prima della definizione finale dell'ordine. L'investimento, annunciato da Eurostar nell'ottobre 2025, vale 2 miliardi di euro e riguarda fino a cinquanta nuovi treni a due piani: trenta già confermati e altri venti in opzione. I primi servizi commerciali sono previsti nel 2031. I convogli erano stati inizialmente pensati per operare con temperature fino a 45 gradi, una soglia ritenuta adeguata fino a poco tempo fa. Dopo le ondate di calore che hanno investito quest'anno il Regno Unito e buona parte dell'Europa occidentale, però, la società ha deciso di alzare ulteriormente l'asticella.