Nelle chat private e nei gruppi Reddit dei socialisti democratici di New York da giorni si discute anche di calcio. «Milei ha completamente rovinato l’Argentina e poi stiamo parlando di un Paese prepotente, a maggioranza bianca. Ragazzi dobbiamo tifare la Spagna», scrive un utente. Risponde un’altra, che dice di essere di origini filippine: «Nonostante il passato coloniale della Spagna, tifiamo per loro, sosteniamo Pedro Sánchez», il primo ministro socialista spagnolo con cui Donald Trump ha un cattivo rapporto (lo ha definito «una causa persa» e «una persona cattiva»). I mondiali di calcio non sono mai stati così politicizzati, in una finale che oltre allo sport ha messo a confronto due visioni del mondo opposte. E ieri, al MetLife Stadium del New Jersey, Trump ha dovuto assistere a quello che sperava non accadesse: la consegna del premio alla Spagna campione del mondo. Un inchino all’Europa, davanti all’odiato Sánchez, alla famiglia reale al completo. Ma il clima di festa gli piace sempre e per qualche secondo ha anche occupato la scena dei calciatori al momento della premiazione e della foto di gruppo. E uno dei giocatori ha anche improvvisato un passo del suo famoso balletto.

Allo stadio erano presenti anche il premier canadese, Mark Carney, e la presidente messicana, Claudia Sheinbaum. Il presidente in cravatta rossa è stato seduto nei box d’onore insieme a Infantino e alla first lady, Melania Trump. Ma non è stata una serata leggera per Trump: come era successo in gara tre delle NBA Finals a New York nello scontro tra Knicks e San Antonio Spurs, anche ieri il presidente americano è stato fischiato dai tifosi quando le telecamere lo hanno inquadrato. Dicevamo, visioni opposte. Da una parte c’è il presidente Javier Milei, politico vicino al movimento Maga, che nel corso di una visita alla conferenza dei repubblicani a Washington era salito sul palco di un comizio con Elon Musk regalandogli la sua motosega, il simbolo dei tagli agli sprechi della burocrazia. SCONTRI E STRATEGIE Ieri Milei non era presente alla finale per rispettare una superstizione iniziata negli anni Novanta, quando l’Argentina era stata battuta nella prima partita di Italia 90 dal Camerun: da quel giorno il presidente non va più allo stadio, ma guarda la finale dal palazzo presidenziale. Dall’altra c’è Sánchez, appunto. Socialista, giovane, che di recente si è scontrato con Donald Trump sull’uso delle basi spagnole per attaccare l’Iran: lui gliele ha negate, Trump ha minacciato di chiudere i rapporti commerciali con il Paese (anche se poi come spesso succede ha ritirato la minaccia). Il presidente americano ha cercato di rendere questo torneo il suo mondiale e il calcio il suo sport, nonostante nel 2010 l’autore dei discorsi di George W. Bush aveva definito il calcio «uno sport socialista» perfetto per l’era di Obama. Ma Trump continua a essere convinto che il calcio possa essere il suo sport: nel 2025 si è fatto vedere più volte con Infantino, quest’anno ha accolto Lionel Messi e l'Inter Miami alla Casa Bianca e ha persino ricevuto un premio per la pace creato dalla Fifa apposta per lui. La finale non è stata solo uno scontro politico, ma anche uno scontro tra due culture: flamenco contro tango hanno scritto i commentatori. Ma è anche stata, come sempre succede negli Stati Uniti a prescindere dal tifo, la partita di tutti. Non solo per i bar pieni a New York e nelle altre metropoli e neppure per i milioni di spettatori all’interno del Paese. La maggior parte dei tifosi non ha guardato alla politica per scegliere che squadra tifare o se guardare o meno la finale. Ed è qui che politicizzare il calcio negli Stati Uniti potrebbe essere un fiasco sul lungo termine: come insegna il basket, il football americano, il baseball, lo sport in America fa festeggiare, non divide. Di americano la partita ha avuto anche lo spettacolo tra il primo e il secondo tempo, nel quale si sono esibiti Shakira, Madonna, Justin Bieber e i Bts. Prima che iniziasse il match invece ha cantato Robbie Williams insieme a Laura Pausini, mentre Tom Cruise ha presentato l’evento. Mentre i quattro F-16 hanno sorvolato lo stadio con qualche momento di ritardo rispetto alla fine degli inni nazionali. Ieri guardando Trump sorridere allo stadio, in tanti si sono chiesti se con questa Coppa del mondo il presidente sia riuscito a trasformare il calcio in uno sport seguito anche dai Maga. Gli influencer dell’America First faranno di tutto per evitarlo: Tucker Carlson lo ha definito «malvagio, solo il primo passo verso un governo mondiale unico», mentre più di recente Steve Bannon, il guru decaduto del pensiero Maga, lo ha descritto come un passatempo «antiamericano» e «il World Economic Forum su un campo da calcio».