lunedì 20 luglio 2026
di Angelo Paura, da New York
Nelle chat private e nei gruppi Reddit dei socialisti democratici di New York da giorni si discute anche di calcio. «Milei ha completamente rovinato l’Argentina e poi stiamo parlando di un Paese prepotente, a maggioranza bianca. Ragazzi dobbiamo tifare la Spagna», scrive un utente. Risponde un’altra, che dice di essere di origini filippine: «Nonostante il passato coloniale della Spagna, tifiamo per loro, sosteniamo Pedro Sánchez», il primo ministro socialista spagnolo con cui Donald Trump ha un cattivo rapporto (lo ha definito «una causa persa» e «una persona cattiva»). I mondiali di calcio non sono mai stati così politicizzati, in una finale che oltre allo sport ha messo a confronto due visioni del mondo opposte. E ieri, al MetLife Stadium del New Jersey, Trump ha dovuto assistere a quello che sperava non accadesse: la consegna del premio alla Spagna campione del mondo. Un inchino all’Europa, davanti all’odiato Sánchez, alla famiglia reale al completo. Ma il clima di festa gli piace sempre e per qualche secondo ha anche occupato la scena dei calciatori al momento della premiazione e della foto di gruppo. E uno dei giocatori ha anche improvvisato un passo del suo famoso balletto.










