Lo spettacolo extralarge di contorno alla finale ha abbassato il sipario sui mondiali di Trump. Ieri sera a New York nessuna contestazione stile Nba
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Donald Trump domina la scena al MetLife Stadium di East Rutherford, in New Jersey, per la finale dei Mondiali di calcio tra Spagna e Argentina, seduto in tribuna d’onore fra la first lady Melania e il numero uno della Fifa Gianni Infantino. Durante l’inno nazionale non ci sono fischi, come è invece avvenuto nella sua ultima apparizione sportiva, per la finale Nba con i New York Knicks, però il presidente americano è al centro di una protesta che una coalizione di artisti e attivisti ha organizzato e prevede l'utilizzo di decine di migliaia di cartellini rossi. I manifestanti hanno invitato i tifosi a unirsi a loro nella distribuzione durante la finale dei Mondiali, un’iniziativa che si inserisce nel contesto delle crescenti critiche rivolte al rapporto tra Infantino e Trump: il numero uno della Fifa ha annunciato che il comandante in capo lo avrebbe accompagnato alla finale per consegnare il trofeo al vincitore e a dicembre ha conferito al tycoon il primo Premio Fifa per la Pace, istituito dopo che al leader statunitense non era stato assegnato il Nobel per la Pace. Ma soprattutto, a scatenare la bufera è stata la telefonata di The Donald all’amico per chiedere l’annullamento del cartellino rosso all'attaccante statunitense Folarin Balogun e la successiva sospensione della squalifica, che ha scatenato un putiferio internazionale e accuse a Infantino di aver violato le regole sulla neutralità politica.Gli organizzatori della manifestazione “Final Red Card” hanno pure denunciato le deportazioni di massa dell'amministrazione Usa, tornate alla ribalta dopo che tre persone sono state uccise in una settimana durante scontri separati con gli agenti dell’Ice.In tribuna d’onore insieme alla first couple ci sono la famiglia reale spagnola e il premier Pedro Sanchez, grande rivale del comandante in capo, ma non il presidente argentino Javier Milei, per una questione scaramantica.










