Non ci sono stati fischi, come invece era successo nella finale Nba, l'ultimo evento sportivo al quale ha partecipato. Donald Trump era in tribuna del MetLife Stadium per la finale dei Mondiali tra Spagna e Argentina fra la moglie Melania e il numero uno della Fifa Gianni Infantino. È stato inquadrato, dietro la vetrata di sicurezza, per qualche secondo durante l'inno nazionale cantato da Jennifer Hudson e non ci sono stati fischi. Trump è arrivato al MetLife Stadium a bordo del Marine 1 da Bedminster, la sua proprietà in New Jersey.
«Non sceglierò di stare da una parte o dall’altra. Penso solo che sia davvero difficile scommettere contro Messi. È fantastico», ha detto il presidente degli Stati Uniti in un’intervista a Fox Sports. «Lionel è certamente uno dei più grandi calciatori di sempre. Queste informazioni le ricevo da mio figlio Baron, che è un grandissimo appassionato di calcio. Ma qui ci sono anche altri giocatori davvero incredibili».La diplomazia del pallone Non c'è il presidente argentino Javier Milei, che con Trump è in ottimi rapporti con Trump ma è troppo scaramantico e non particolarmente simpatico alla Seleccion. Per la Spagna ci sono invece il Re Felipe IV con la regina Letizia e due figlie, Leonor e Sofia. C'è il primo ministro Pedro Sanchez, che ha stretto la mano in tribuna a Trump: una scena particolare, visti gli scontri ripetuti negli ultimi mesi, in particolare sull’intervento statunitense in Iran e sulle spese della Spagna per la Nato. L'ultimo episodio al vertice Nato di Ankara, quando Trump ha detto ai suoi consiglieri di «interrompere tutti gli scambi commerciali con la Spagna, comprese le visite». Poi, pare, i due abbiano avuto una conversazione definita «informale e amichevole, limitata ad argomenti come i Mondiali». Il calcio serve anche a questo.











