La vita è imprevedibile, prende pieghe inaspettate, stravolge tutto un mondo nell'arco di un istante ed è necessario raccogliere i cocci di ciò che rimane intatto, anche se spezzato per sempre. La vita di Maria si è interrotta all'improvviso, nella solitudine e nel silenzio di chi la amava profondamente: i suoi gatti, Luna e Mirtillo.
A ricomporre frammenti di un passato lontano, un presente a metà e un futuro da ricostruire, ci pensano tre donne, che scrivono alla nostra redazione per trovare la chiave che apra la porta e il cuore giusti. Angela, Maria Rita e Marina cominciano la loro email di speranza, con una frase di Saint Exupéry: “È nel momento più buio della notte che dobbiamo credere all'alba”. Esisteranno ancora infinite albe, da osservare meravigliati, ne siamo certi.
Dietro quella porta, il silenzio
A raccontare come tutto inizia e, al contempo, si conclude, è proprio Angela, che chiama l'amica Maria verso le nove di sera; quando non riceve risposta, ha una sensazione di preoccupazione che non riesce a ignorare, così si reca a casa di Maria. Bussa, ma nessuno va ad aprirle, riprova, poi non esita oltre; per fortuna, data la passione comune per i felini e i tanti anni di conoscenza, possiede una copia delle chiavi di casa dell'amica, proprio in caso di emergenza; così le infila nella toppa e dietro il silenzio di quella porta, trova un'immagine che la strappa alla realtà: Maria, architetto in piena attività fino al giorno prima, è deceduta, appoggiata al letto, con Mirtillo rannicchiato accanto e Luna nascosta, che fa capolino. Una scoperta dolorosa, che, tuttavia, non lascia il tempo alle lacrime per l'amarezza di ciò che accadrà da quel momento. Maria non aveva famiglia, eccezion fatta per un fratello piuttosto assente, che a differenza della sorella, non ama gli animali, tutt'altro, non li vuole tra i piedi e minaccia di abbandonare Luna e Mirtillo in strada; dà tempo una settimana dalla morte di Maria, affinché le amiche trovino una nuova sistemazione, perciò per le donne, inizia una ricerca affannosa.






