Più che un ascensore, è una trappola per viaggiatori. L’ultima volta che sono dovuti intervenire i vigili del fuoco alla stazione ferroviaria per liberare delle persone rimaste in balia dell’elevatore che chiude ma non riapre le porte è stato giovedì alle 21.30. Due giorni prima ad essere liberati dai pompieri è stata una famigliola composta da una mamma con due bambini, per i quali non è stata proprio una bella avventura. Il calvario, in verità dura da un paio di settimane. "A giorni alterni intervengono i vigili del fuoco - osserva chi in stazione ci lavora - e il tecnico riparatore dell’ascensore è sempre qui dalle 4.30 della mattina". In effetti gli interventi da parte dei vigili del fuoco sempre sullo stesso ascensore, quello che serve il binario due e tre, sono assidui dal 7 luglio giorno in cui in uno stesso giorno i soccorsi sono entrati in azione ben due volte.

Ferrovie italiane ogni volta ha inviato i manutentori, ma il continuo "attacca e stacca" dei cartelli che avvisano la clientela del temporaneo fuori uso dell’ascensore l’hanno reso un’amara barzelletta. Tanto che l’onorevole Antonio Baldelli, testimone involontario del disservizio perché solito prendere il treno Pesaro Roma per raggiungere la Camera, ha scritto alle Ferrovie chiedendo di "smettere di riparare l’ascensore dal momento che l’intermittenza nel ripristino rende sensato cambiarlo del tutto". Anche perché i siparietti ai quali si assiste sono tutt’altro che dignitosi. Una nostra lettrice si unisce al coro di indignazione visto il prolungarsi del malfunzionamento, rimarcando i disagi per chi ha mobilità ridotta. "Una signora con il bastone è stata portata sul binario ‘a braccio’ dal suo accompagnatore e un signore che si è offerto di aiutarli - racconta la lettrice -: uno la sosteneva da una parte l’altro dall’altra e a un terzo le ha portato la valigia".