Nel 1901, un gruppo di pescatori di spugne ha scoperto al largo dell'isola greca di Anticitera i resti di un relitto romano. Tra anfore e statue emerse un blocco corroso di bronzo e legno che, per anni, nessuno seppe davvero come interpretare. Col tempo sarebbe diventato uno degli oggetti più studiati dell'archeologia: un meccanismo a ingranaggi datato tra il 150 e il 100 avanti la nostra era, progettato per calcolare posizioni astronomiche e prevedere le eclissi.
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Un relitto che nascondeva più di quanto sembrasse
L'artefatto è oggi conservato al Museo Archeologico Nazionale di Atene. La datazione colloca la sua realizzazione alla fine del II secolo o all'inizio del I secolo avanti Cristo, in coincidenza con l'affondamento della nave che lo trasportava.
Una delle ipotesi più citate, riportata nel Progetto di ricerca sul Meccanismo di Anticitera, indica un'origine legata alle colonie corinzie, probabilmente Siracusa, e quindi alla scuola di Archimede, anche se la paternità esatta non è ancora stata confermata.






