Il 23 luglio 1985 Commodore presentò a New York l’Amiga 1000, un personal computer difficile da collocare nelle categorie dell’epoca. Non era soltanto una macchina con interfaccia grafica, mouse e colori: integrava un’architettura specializzata per grafica, animazione e audio, affiancata da un sistema operativo capace di eseguire più programmi contemporaneamente. Il tutto funzionava con un processore da poco più di 7 MHz e appena 256 KB di memoria. A 41 anni di distanza, l’affermazione secondo cui l’Amiga fosse “dieci anni avanti” conserva quindi una solida base tecnica, anche se non racconta tutta la storia.

Il prezzo di lancio negli USA era di 1.295 dollari senza monitor. Aggiungendo lo schermo a colori, l’espansione di memoria e una seconda unità floppy, una configurazione realmente “utilizzabile” si avvicinava ai 2.000 dollari. Non si trattava dunque di un computer economico, ma il confronto con l’Apple Macintosh da 2.495 dollari rendeva la proposta Commodore tutt’altro che assurda: Amiga offriva colori, audio stereo, espandibilità e un multitasking che sui sistemi personali concorrenti sarebbe diventato comune solo parecchi anni dopo.

Amiga 1000: un computer progettato intorno ai coprocessori