La battaglia per le spiagge libere parte da Spotorno e si ferma a Bacoli. Se il sindaco del Comune ligure porterà al 40% la quota di litorale libero e libero attrezzato tagliando gli stabilimenti da 34 a 25 (il che ha scatenato la protesta dei balneari, che hanno disertato la cerimonia delle Bandiere blu), il primo cittadino campano punta a restituire a uso gratuito l'80% dell'arenile. Anche Posillipo ha ampliato gli spazi a libera fruizione (quasi il 50%) mentre a Rimini il nuovo piano punta a garantire il 37% di sabbia libera ma a parità di concessioni. Restano, però, casi piuttosto isolati. Già, perché la maggior parte delle gare finora riassegna le concessioni demaniali marittime tal quali.

In Italia, l'Ispra individua 644 Comuni “costieri” mentre il ministero del Turismo ne classifica 654 “a vocazione marittima prevalente”. Stando a Legambiente, l'ultima mappatura ministeriale rileva che solo il 33% delle coste italiane è oggetto di concessioni. Ma, per l'associazione ambientalista, il calcolo effettuato sul totale della costa e non sulle sole aree balneabili è fuorviante perché include i tratti di costa rocciosa, non accessibili, non appetibili o non assegnabili per la presenza di infrastrutture. La stessa Legambiente, su dati del Sistema informativo del demanio, quantifica 12.166 concessioni per stabilimenti balneari, fotografando una situazione critica in più punti della penisola. A partire dalla Liguria dove la percentuale di costa sabbiosa occupata dai bagni o altre strutture è il 69,9%. «Circa il 70% delle coste liguri è occupato da stabilimenti balneari, campeggi o complessi turistici, lasciando solo il 22% di spiagge effettivamente accessibili senza pagamento e un 8% di spiagge libere attrezzate», denuncia l’ultimo rapporto sulle spiagge italiane. Secondo i dati demaniali, «su 63 comuni costieri, 21 non rispettano la soglia minima del 40% di spiagge libere o libere attrezzate prevista dalla legge regionale ligure del 2008». Con casi limite in alcuni tratti: per esempio, a Spotorno dove si presentava “libera” una risicata porzione di sabbia (3,15%). Record di spiagge attrezzate anche in Emilia-Romagna e Campania (rispettivamente, 69,5% e 68,1%). Ma più di metà litorale è a pagamento anche nelle Marche e in Toscana. Le situazioni migliori, invece, si registrano in Sicilia, Sardegna, Friuli-Venezia Giulia e Molise: qui, meno del 20% della costa ha lidi attrezzati. Come sta andando la fatidica liberalizzazione? Manca ancora il bando tipo nazionale del ministero delle Infrastrutture e trasporti per uniformare le procedure di assegnazione delle concessioni demaniali marittime. Il Mit fa sapere a La Stampa che il modello «è stato presentato alle associazioni di categoria con la Conferenza unificata e si attende la formalizzazione delle linee guida dall'Ordine dei commercialisti. Come da programma e accordi, auspichiamo un passaggio definitivo entro fine mese». Da parte sua, anche Anci chiarisce di «attendere il varo definitivo del bando nazionale».