Come è noto, fra i numerosi condannati che per costituirsi hanno scelto il carcere di Bollate c’è anche Mario Roggero, che ha optato proprio per quell’istituto di pena al fine di scontare la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi per l’uccisione di due rapinatori e il ferimento di un terzo. “Mi è stato consigliato, è un buon carcere, probabilmente la scelta migliore”, ha detto ai giornalisti consegnandosi. I motivi dietro a questa scelta sono diversi.
Perché Roggero si è costituito a Bollate
Il carcere di Bollate punta ad abbattere la recidiva
Chi è escluso da Bollate
Perché Roggero si è costituito a BollateLa scelta di Mario Roggero non è un caso isolato: negli ultimi anni Bollate è diventato il carcere più ambito tra i detenuti del Nord Italia, soprattutto quelli con condanne lunghe.Il carcere di Bollate rappresenta infatti un modello diverso di detenzione: meno fondato sull’isolamento e più sul lavoro, sullo studio e sulla preparazione al ritorno nella società. Un carcere modello, si potrebbe dire.ANSANella foto: un corridoio del carcere di Bollate.È successo da ultimo con Mario Roggero e prima di lui con molti altri condannati in via definitiva: Alberto Stasi (caso Garlasco), Roberto Formigoni (ex governatore della Lombardia condannato per corruzione nel caso Maugeri-San Raffaele), Giuseppe Morabito (narcotraffico). Eccetera.Ma, al di là di chi si costituisce direttamente, il fenomeno più ampio riguarda il fatto che molti detenuti chiedono di essere assegnati o trasferiti a Bollate. Fra gli “inquilini” transistati negli anni per il carcere di Bollate ricordano Renato Vallanzasca, Rosa Bazzi, Massimo Bossetti e Salvatore Parolisi, fra gli altri.Il carcere di Bollate punta ad abbattere la recidivaAperto nel 2000 alle porte di Milano, Bollate è nato con una filosofia particolare: la struttura carceraria è stata progettata per favorire il trattamento rieducativo previsto dall’articolo 27 della Costituzione, secondo cui le pene devono tendere alla rieducazione del condannato.












