Il 72enne di Grinzane Cavour (Cuneo), condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per avere ucciso due rapinatori ed averne ferito un altro il 28 aprile 2021 durante una rapina nel suo negozio, si è costituito nel carcere milanese di Bollate per scontare la pena.
Mario Roggero (foto da Facebook)
Il gioielliere Mario Roggero si è costituito nel carcere di Bollate nel pomeriggio di oggi dopo l'ordine di carcerazione emesso dalla Procura di Asti nella mattinata di venerdì 17 luglio. Il suo avvocato aveva ha tentato un ultimo estremo tentativo di evitargli il carcere con un'istanza per il differimento dell'esecuzione della pena che però non è servito. Il 72enne di Grinzane Cavour (Cuneo), condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per avere ucciso due rapinatori ed averne ferito un altro il 28 aprile 2021 durante una rapina nel suo negozio, era stato invitato a presentarsi spontaneamente in un istituto penitenziario dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Asti per scontare la pena.
L'ordine di carcerazione è stato emesso dalla procura piemontese perché ad Asti si era svolto il processo di primo grado che si era concluso con una condanna a 17 anni di reclusione, poi ridotta in secondo grado dalla Corte d'Appello di Torino a 14 anni e 9 mesi che sono stati poi infine confermati dalla Corte di Cassazione mercoledì scorso. La sentenza definitiva ha aperto infatti le porte del carcere per il gioielliere che già nei giorni scorsi aveva dichiarato che si sarebbe costituito. Prima di varcare la soglia dell'Istituto penitenziario, Mario Roggero però ha tentato una ultima istanza giudiziaria attraverso i suoi legali facendo una richiesta al tribunale di sorveglianza di Torino. "Tramite l'avvocato Marcolini, è stata depositata un'istanza per il differimento dell'esecuzione della pena. Siamo in attesa che l'Ufficio di sorveglianza di Torino, che è stato adito insieme al Tribunale di sorveglianza, possa provvedere prima della carcerazione e noi confidiamo nel fatto che il provvedimento intervenga prima della carcerazione" aveva spiegato all'Ansa Sergio Novani, analista processuale che coordina il collegio difensivo.










