di Pietro Senaldidomenica 19 luglio 20264' di letturaL’esempio più eclatante ha collegamenti con l’attualità più stretta e con Giuseppe Conte, che si ostina a non dimettersi dalla Commissione Parlamentare sul Covid per rispondere alle domande dei suoi onorevoli colleghi sul mega appalto da un miliardo e duecento milioni a un misterioso consorzio cinese in piena pandemia per l’acquisto di mascherine che si sono poi rivelate per lo più inutili, talvolta dannose, certamente troppo costose.Fu Ranucci, come testimoniano gli articoli sul Giornale di Felice Manti, che se ne accorse subito, a tirar fuori lo scandalo, nel gennaio del 2022, con puntate dedicate alle “mascherine false e strapagate” e al “giro di mascherine pericolose”. Naturalmente, benché la commessa sia stata ordinata dal commissario straordinario al Covid, sarebbe stato impossibile andare avanti senza tirare in ballo la responsabilità politica del leader di M5S, allora premier, che decise di delegare alla struttura di Domenica Arcuri l’intera gestione dell’emergenza.Fu così che, dopo i primi colpi centrati, i cannoni di Report virarono il tiro da Giuseppi e le mascherine alla mancanza di piano pandemico, addebitandone la piena responsabilità all’ex direttore generale della Prevenzione presso il ministero della Salute, Ranieri Guerra, che naturalmente fu perseguito ma mai condannato. Un’operazione di distrazione di massa? Sicuramente una scelta giornalistica che, in materia di mala gestione del Covid, ha tolto imbarazzanti fari puntati su Conte per spostarli su un personaggio assolutamente secondario. Sopratutto, è difficile non nutrire sospetti di simpatia partigiana nella decisione, professionalmente poco comprensibile.E pensare che altre volte Ranucci e i suoi sono stati alquanto meno clementi con la politica e hanno deciso di non demordere, inseguendone i protagonisti fino all’ultimo e più flebile sospetto e mostrando canini da segugio implacabile, affamato e di razza. Casualmente in questi casi i morsi delle inchieste di Report affondavano preferibilmente nella carni di esponenti del centrodestra. Ai duri colpi che sono stati inferti a questi signori dal punto di vista mediatico nei casi più eclatanti non hanno mai corrisposto decisioni giudiziarie che hanno confermato i sospetti di Report. Ecco una breve, e incompleta, compilation, che potrebbe essere solo l’antipasto dei tanti flop a tesi del tenebroso Sigfrido.Attentato Ranucci, la chat choc su Lavitola: "Non vuole conoscervi di persona"Il 2 luglio, nel carcere di Rebibbia, i magistrati antimafia Carlo Villani ed Edoardo De Santis ottengono nuove conferme...LEGA NEL MIRINO