Più la commissione parlamentare sul Covid va avanti nel suo lavoro, più è chiaro perché esponenti e sostenitori del governo giallorosso, che gestì l’emergenza, non la volevano. D’altronde, ci sarà una ragione per la quale, mentre i grillini sostengono che Giuseppe Conte ha fatto un capolavoro, la realtà dice che l’Italia è stato l’unico Paese al mondo a cambiare premier e commissario straordinario, il manager d’area Pd Domenico Arcuri in piena pandemia. O siamo dei fessi, o il vaccino politico che ci proteggeva dall’avvocato del popolo, dalle sue grida manzoniane e dai suoi banchi a rotelle era urgente almeno quanto quello medico, senza voler qui riaprire le polemiche tra pro e no vax. I fatti. Ieri in commissione è stato sentito Dario Bianchi, imprenditore e proprietario della Jc Electronic srl, il quale ha raccontato la seguente storia. Siamo al culmine della prima ondata del virus, con i camion carichi di bare che sfilano nella notte nella Bergamasca scortati dall’esercito per essere cremati senza funerali. L’uomo aveva in essere un contratto con la Protezione Civile per fornire mascherine ma aveva dei problemi a essere pagato dalla struttura commissariale, che aveva nel frattempo ereditato la questione. Attraverso il suo avvocato, viene dirottato su un altro legale, il quale gli consiglia di rivolgersi a Luca Di Donna, ex socio di Conte nello studio di Guido Alpa, principe del foro romano deceduto un anno fa che è stato il grande sponsor prima professionale e poi politico dell’attuale leader grillino.