È il magistrato che indagò a denunciare la responsabilità di Giuseppe Conte e Roberto Speranza sulla diffusione del Covid. L’allora premier, con il suo ministro della salute, sono stati indicati come quelli che sottovalutarono la pandemia al suo inizio. Affermazioni che faranno rumore. Sapevano, ma fecero ben poco. È stato Antonio Chiappani, all’epoca procuratore capo della Repubblica a Bergamo a far drizzare le orecchie ai componenti della commissione istituita per far luce su che cosa accadde in Italia in quegli anni drammatici. Con parole chiarissime: «Il governo Conte II fu avvisato della progressione esponenziale del Covid nella Bergamasca già nel febbraio 2020». A Palazzo Chigi e al Ministero della Salute avevano dunque ben chiara la situazione, eppure non avevano predisposto alcun intervento: non avevano istituito la zona rossa, anzi continuavano in quel periodo a sottovalutare l’entità del virus invitando i cittadini a fare aperitivi e ad “abbracciare un cinese”. Detto dal magistrato suscita davvero inquietudine.

Perché è una ricostruzione che smentisce quanto dichiarato finora da Conte e Speranza riguardo alle tempistiche con cui sarebbero stati avvisati della gravità della situazione. E ad infierire sui due è la deputata Alice Buonguerrieri, capogruppo di Fratelli d’Italia nella commissione. «Avrebbero dovuto chiudere prima e soltanto un territorio limitato, invece hanno chiuso tutta l’Italia e tardivamente».