Si torna ai tempi della pandemia, i tempi del Covid. Ed emergono accuse clamorose. Accuse che riguardano un presunto ricatto ai danni di Pierpaolo Sileri da parte del vice dell'allora ministro della Salute, Roberto Speranza, nel bel mezzo dell'emergenza. È uno dei passaggi più delicati emersi dall’audizione dell’ex viceministro davanti alla commissione parlamentare d’inchiesta, che continua a provare a far luce su dinamiche interne segnate da tensioni e scontri personali mentre il Paese affrontava una delle crisi più drammatiche della sua storia recente.
A ricostruire il contesto è il senatore di Fratelli d’Italia Franco Zaffini, presidente della commissione Sanità e Lavoro del Senato e membro della commissione Covid, secondo cui durante la prima ondata del virus, mentre il governo Conte II adottava misure drastiche sulle libertà individuali, all’interno del Ministero della Salute il clima era irrespirabile. Zaffini parla di una fase in cui sarebbero prevalsi attriti e conflitti anziché una necessaria unità di intenti.
Al centro della vicenda c’è un episodio particolarmente grave: le presunte minacce rivolte a Sileri da Goffredo Zaccardi, all’epoca capo di gabinetto del ministro Roberto Speranza. Secondo quanto riferito, Zaccardi avrebbe scritto all’allora viceministro un messaggio dal tono intimidatorio: "Stai buono o tiro fuori i dossier che ho nel cassetto". Un passaggio che getta ombre pesanti sulla gestione politica del dicastero nei mesi più critici dell’emergenza sanitaria.






