È una giornata in cui il Tour si scombussola, in cui ruoli e destini si intrecciano e prendono traiettorie inattese. Alcune amarissime, come accade a Jonas Vingegaard, che monta sull'autoambulanza e abbandona la corsa dopo un'evitabile caduta nel finale, con un'operazione alla clavicola che lo attende nei prossimi giorni. L'unica certezza, ancor più granitica dopo l'addio del grande rivale, resta il controllo di Tadej Pogacar sulla Grande Boucle, ma anche lui si smussa: sveste i panni del cannibale e indossa quelli di gregario di Isaac Del Toro, arrivando forse a disinteressarsi della vittoria finale.
Ad approfittarne è un Remco Evenepoel mai così forte in salita, unico a resistere al duo della Uae, che si fa scarrozzare da loro e sul traguardo di Plateau de Solaison piazza la zampata per il suo primo successo in una tappa in linea nei lugli francesi. Il belga sale dunque in seconda posizione in classifica, a 5 minuti da Pogacar, mentre il messicano si prende la terza piazza di giornata e della generale e soffia la maglia bianca di miglior giovane a Paul Seixas, arrivato quarto con 58 secondi di ritardo. Nella 15/a frazione la fuga riesce ad andare via solo dopo un paio d'ore, senza mai prendere grande vantaggio: da dietro, infatti, la Visma punta alla vittoria di tappa col suo capitano, ma tutto cambia ai -21 dall'arrivo. I 'calabroni', in testa al gruppo, prendono male una rotonda, con i primi di loro che riescono a salvarsi; a differenza dei compagni, però, Vingegaard non controlla la bici nella curva improvvisa e va a terra, per poi ritirarsi. Resta coinvolto Del Toro, che invece si rialza con soltanto un po' di paura addosso.












