Una tappa che poteva essere pirotecnica si rivela molto più tattica e bloccata del previsto, e sullo strappetto finale di Barcellona spunta l'uomo che non t'aspetti. È Isaac Del Toro, che imbocca a tutta gli ultimi 700 metri per lanciare il suo capitano Tadej Pogacar. Ma il messicano va talmente forte da far male alla maglia gialla Jonas Vingegaard - il danese riesce comunque a conservarla - e così lo sloveno morde il freno e si trasforma in gentiluomo, concedendo la vittoria al suo pretoriano.
T Jonas Vingegaard
Lunghissimo, e intenso, l'abbraccio tra i due Uae Emirates-Xrg dopo il traguardo, col giovane sudamericano che non sta nella pelle per il suo primo sigillo al Tour de France. La seconda frazione della Grande Boucle, ancora tutta in terra catalana, parte da Tarragona con un percorso da simil-classica, che prevede vari passaggi sul circuito finale del Montjuic. Vanno in fuga in tre, Molenaar, Engelhardt e Van den Broek, ma il loro destino, tanto, è chiaro fin da subito. A controllare la corsa ci si mette subito la formazione emiratina, con il chiaro obiettivo di mettere in chiaro che sono loro - e non i Visma di Vingegaard - gli uomini più forti dopo i 12 secondi accusati nella cronosquadre iniziale. Passano i giri, passano gli strappi e l'attacco tanto atteso, però, non c'è. Si stacca però Antonio Tiberi, che crolla e perde quasi sei minuti: doveva essere l'uomo di classifica della Bahrain, le strade lo hanno respinto troppo presto. Si arriva così ai -700 con un Del Toro indiavolato che crea un buco fin da subito nell'ascesa conclusiva.










