Lei era Lady Day: lo pseudonimo le fu dato dal suo grande amico sassofonista Lester Young, che lei a sua volta chiamava Prez.
“La signora che cantava il blues” era Billie Holiday, la leggenda della musica nera; nata a Filadelfia nel 1915, Eleanora Fagan visse in condizioni di disagio: sua madre si prostituiva e il padre, musicista itinerante, abbandonò entrambe.
A New York, seguendo sua madre, fu coinvolta in un racket di prostituzione e fu arrestata e reclusa in riformatorio dove subì soprusi di ogni genere nella cattolica House of the Good Shepherd for Colored girls a Baltimora.
Il ricordo di un tentativo di stupro quando aveva appena dieci anni la perseguitò per sempre come si legge in Billie Holiday. La vita e la voce di Guido Santato (Carocci editore).
Dipendenza da eroina, vita sentimentale caotica e all’insegna della subordinazione emotiva e dei maltrattamenti, questi furono i tratti distintivi della sua vita di adulta insieme al successo delle sue performance musicali; fu scoperta nei club di Harlem nei primi anni 30 e lavorò con figure importanti come il pianista Teddy Wilson e il sassofonista Lester Young.








