didomenica 19 luglio 20262' di lettura"Qui siamo di fronte probabilmente al più grande genio del XXI secolo e secondo me contro l’Inghilterra ha fatto la giocata più importante della sua storia con la Nazionale: non ho esagerato, anzi non sono arrivato dove Leo avrebbe meritato arrivassi": Lele Adani, in un'intervista al Corriere della Sera, ha commentato così il suo trasporto durante la telecronaca di Inghilterra-Argentina, semifinale dei Mondiali. Il commentatore Rai è stato accusato dai più di aver reagito in maniera esagerata alle azioni in campo di Messi. Azioni che, in ogni caso, sono state fondamentali per ribaltare il match.Quando gli è stato chiesto perché, durante la telecronaca, abbia citato Einstein, Dio, il Dios, lui ha spiegato che non c'era niente di scritto: "No. Mi è venuto spontaneo, perché io penso al destino, al fatto che a volte ci sono dei segni molto più grandi. E se li vedo mi commuovo: il rapporto tra le parole e la forza emotiva di quello che stiamo vivendo credo sia perfettamente bilanciato". A chi ha fatto presente che l'urlo - come il suo durante la semifinale - può essere particolarmente invasivo mentre si guarda una partita, ha risposto: "Posso anche crederlo, come credo che sia giusto che non piaccia a tutti. Però come si fa a non farsi trasportare da tutto questo? Penso sia impossibile raccontarlo in modo diverso".Lele Adani, "è un distubatore, non un telecronista": chi lo azzera"Adani è un disturbatore, non un telecronista". Carlo Nesti non usa mezzi termini nel giudicare lo stil...Commentando la supposizione secondo cui gli italiani potrebbero aver perso il fuoco del pallone, inoltre, Adani ha spiegato: "Tanti ce l’hanno ancora dentro e molti lo rivivono grazie a questo tipo di accompagnamento. Ho migliaia di messaggi di ragazzi che mi dicono 'continua così, ci fai vivere un sogno'. E intendiamoci, non penso di meritarmi tutta questa responsabilità". Riferendosi al fatto che quella di questa sera sarà l'ultima grande partita di Messi, infine, il commentatore ha detto che si porrà di fronte a questo "come di fronte a un privilegio. Sarò emozionato, lucido, eternamente grato. Qui a New York dieci anni fa, Leo diede addio alla Nazionale, lo chiamavano Pecho Frio, lo consideravano catalano. E oggi siamo qui: mi fermo, se no mi commuovo. Dico solo che, andato via Diego, Leo ha cominciato a vincere: uno è la continuazione dell’altro".E infine: "Io dico solamente che se vuoi tornare a giocare a calcio devi andare sui campi e parlare di calcio, lasciando che i ragazzi siano travolti di nuovo da tutto ciò che fa rivivere la magia. Io la vedo così, amo il calcio, studio, mi preparo, lo vivo al massimo delle mie possibilità. E non voglio cambiare".Adani, la profezia di Amedeo Goria: "Dovrebbe darsi una calmata, come finirà"Amedeo Goria difende Daniele Adani, ma gli manda anche un messaggio chiaro dopo la telecronaca di Argentina-Inghilterra,...