Nella Basilica che, secondo le parole della devozione popolare, è la “casa” della “Regina delle steppe dell’Ucraina”, arriva come inviato di Leone XIV che «mi ha chiesto espressamente di assicurarvi della sua vicinanza spirituale», dice al popolo che lo attende sotto un cielo grigio e piovoso. L’arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario per i rapporti con gli Stati della Santa Sede, affida l’«invocazione di pace e di giustizia tanto desiderati» nel Paese in guerra alla Madonna di Berdychiv, dal nome della cittadina nella regione di Zhytomyr, a 180 chilometri da Kiev, dove si trova il santuario affidato ai Carmelitani Scalzi che custodisce l’immagina cara ai cattolici di rito romano. È la patrona dell’Ucraina, come hanno stabilito i vescovi latini, che viene festeggiata nella memoria liturgica della Vergine del Carmine. Ricorrenza che quest’anno coincide con il 25° della visita di Giovanni Paolo II in Ucraina e il 35° del ripristino delle diocesi latine dopo la fine del regime sovietico. Un doppio anniversario per il quale Gallagher è giunto in Ucraina. C’è bisogno di non cedere allo «scoraggiamento», alla «disperazione» e alla «delusione» di fronte al «demonio della guerra che ci attacca», spiega nella Messa che preside davanti alla Vergine dei prodigi.L'arcivescovo Gallagher presiede la Messa nel santuario della Madonna di Berdychiv in Ucraina / Vatican NewsIl “ministro degli Esteri” vaticano raggiunge Berdychiv dopo una notte di attacchi russi su tutto il Paese con più di 40 missili e 120 droni. La maggior parte indirizzati su Kiev e sulla regione della capitale dove l'arcivescovo si trova e dove si contano un morto e sedici feriti. Distrutto l’ingresso della stazione della metropolitana Lukyanivka, non distante dalla nunziatura apostolica, con il mercato intorno e gli edifici che la circondano. Colpiti due quartieri residenziali in cui un condominio di cinque piani è stato investito dalle esplosioni. «Durante la visita dell’arcivescovo Gallagher a Kiev, Putin ha attaccato la capitale», scrive sui social l’ambasciatore ucraino presso la Santa Sede, Andrii Yurash. A Zaporizhzhia bersagliati un treno passeggeri e un’auto della Croce Rossa. A Sumy, nell’Ucraina orientale, una parte della città è senza elettricità per il raid on sette bombe teleguidate dirette a infrastrutture civili.Le conseguenze degli attacchi russi in Ucraina la notte scorsaLa celebrazione a Berdychiv è il fulcro spirituale delle sei giornate in Ucraina del rappresentante vaticano. Visita che è cominciata giovedì a Leopoli e che si conclude martedì a Kiev, come riporta Vatican News al seguito della delegazione. Una visita che va letta come «una missione duplice, sia pastorale sia diplomatica, e comprende colloqui con diverse autorità statali», fa sapere lo stesso Gallagher durante l’Eucaristia. E infatti domani sarà la giornata degli incontri istituzionali. Del resto uno dei pochi canali aperti fra Kiev e Mosca è quello della diplomazia umanitaria in cui la Santa Sede gioca un ruolo di primo piano attestandosi nelle due capitali come interlocutore affidabile e come “risolutore” proficuo. In particolare, per lo scambio dei prigionieri di guerra, per la restituzione dei bambini portati dall’Ucraina alla Russia, per la ricerca dei dispersi, per la riconsegna delle salme dei caduti in battaglia. Un impegno portato avanti dalla segreteria di Stato, dalla rete di nunzi e dalla missione affidata al cardinale Matteo Zuppi che in Ucraina è stato nella prima parte della settimana. Una staffetta fra il presidente della Cei e il segretario per i rapporti con gli Stati che conferma l’attenzione vaticana per un conflitto ancora senza sbocchi. La Messa presieduta dall'arcivescovo Gallagher nel santuario della Madonna di Berdychiv in Ucraina / Vatican NewsBerdychiv racconta una liberazione: quella del governatore di Kiev e Zhytomyr dalla prigionia dei tartari invocando l’intercessione di Maria che, come ex voto, volle un monastero in cui collocò una copia della Salus Populi Romani conservata nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma. Oggi la liberazione è quella dalla guerra. «Chi meglio di Dio, nostro Creatore e Salvatore, conosce i percorsi di pace? Chi meglio di lui capisce anche le sofferenze dell’umanità? Chi meglio di lui è capace di ridarci il senso della vita, rinvigorirci e rinnovarci?», incoraggia Gallagher nella celebrazione di domenica che si tiene all’aperto, nel piazzale di fronte al complesso dove è stato portato il dipinto mariano. E spiega che «nessuna guerra e nessuna vittima può diminuire l'amore di Dio verso di noi e le grazie che lui ci ha elargito». Non solo. «Noi non siamo più schiavi di nessuno», assicura l’arcivescovo, prendendo a prestito le parole dell’Apostolo Paolo. Non schiavi neppure quando «ci manca il cibo, l'acqua, oppure la luce e il riscaldamento nell'inverno», afferma l’arcivescovo richiamando il dramma dei mesi scorsi durante i quali la Russa ha bombardato la rete elettrice e le infrastrutture strategiche lasciando il Paese al buio con temperature in picchiata. Gallagher invita a «combattere il maligno, che oltre a seminare divisione, odio e morte tra gli uomini, continua a insinuare le sue tentazioni, spesso in modo sottile e quasi impercettibile». Maligno che nelle prove più dolorose «cerca di indurci a confidare unicamente nelle nostre forze, dimenticando la Provvidenza di Dio». Come testimonia l’urgenza della pace che «sappiamo essere soprattutto dono di Dio, piuttosto che degli uomini». I pellegrini per la Messa nel santuario della Madonna di Berdychiv in Ucraina / Facebook-Andrii YurashA Berdychiv l’inviato del Papa è accompagnato dal nunzio apostolico, l’arcivescovo Visvaldal Kulbokas, e dall’ambasciatore ucraino presso la Santa Sede, Andrii Yurash. La celebrazione vuole essere «preghiera, esame di coscienza e momento propizio per rinnovare con coraggio il fermo proposito di essere autentici figli e di affidarci con fiducia alla Madre di Dio». Vergine che «la Chiesa invoca come Regina della pace» e che «ci educa a respingere ogni forma di ingiustizia, di irresponsabilità e di violenza», tiene a far sapere Gallagher. Ed esorta a essere forti nella «speranza che Dio stesso ha seminato in noi, proprio perché nessuna guerra e nessuna morte può diminuire l'amore di Dio verso di noi». L'arcivescovo Gallagher visita l'agglomerato di Kiev attaccato lo scorso maggio / Vatican News«Dobbiamo creare le condizioni giuste per una pace giusta», sottolinea Gallagher non appena entrato in Ucraina. Giovedì sera - secono le informazioni di Vatican News - l’arrivo a Leopoli dove l’arcivescovo visita l’Università greco-cattolica e incontra le autorità di fronte alle quali ricorda che la Chiesa e Leone XIV «non dimenticano le sofferenze del popolo ucraino e i suoi sacrifici». Poi la tappa a Kiev. Sabato nella capitale ferma nella chiesa di San Nicola “restituita” nei mei scorsi dalle autorità ucraine alla comunità cattolica dopo anni di controverse: chiesa danneggiata da un attacco russo dove Gallagher esorta a essere «perseveranti nella preghiera costante per la pace».La visita dell'arcivescovo Gallagher ll’Istituto teologico domenicano “San Tommaso d’Aquino” di Kiev danneggiato dagli attacchi russi / Facebook-Jaroslaw KrawiecQuindi l’omaggio nell’agglomerato di Bratstva Tarasivtsiv dove il 14 maggio un bombardamento ha ucciso 24 persone, compresi tre bambini. E la tappa all’Istituto teologico domenicano “San Tommaso d’Aquino” danneggiato negli attacchi di maggio. «La cosa più terribile in una guerra è sentirsi soli», confida il superiore generale per l’Ucraina, padre Jaroslaw Krawiec. Infine la visita alla Pecherska Lavra, il monastero che è uno dei polmoni storici della spiritualità ortodossa slava e che è stato colpito da un raid di Mosca a giugno.
La missione «pastorale e diplomatica» di Gallagher in Ucraina. «Così il demonio ci attacca»
Notte di bombardamenti russi su tutto il Paese: presa di mira Kiev dove si trova l’arcivescovo. Il “ministro degli Esteri” vaticano annuncia colloqui con i vertici del Paese per aprire vie di dialogo. «Porto la vicinanza del Papa». La Messa nel santuario della Madonna di Berdychiv a cui affida l’«invocazione di pace e di giustizia»











