Era il 1949 e Giuseppe De Santis mostrava al mondo la vita grama delle mondine irregolari tramite la bellezza ultraterrena di Silvana Mangano, interprete principale di ‘Riso amaro’. La speculazione sui lavoratori senza contratto e senza tutele è un crimine odioso, come tutti quelli che contemplano lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo.

Dalle nostre parti lo sappiamo bene. In provincia di Taranto sono numerosi gli episodi di sfruttamento, lavoro nero e condizioni di lavoro disumane (soprattutto in agricoltura e edilizia) arrivati sulle cronache dei giornali. Così come sono frequenti le vittime palesi e celate. Quelle evidenti conseguono in indagini, accertamenti e severe sanzioni penali e amministrative. Quelle invisibili in danni permanenti per salute di chi lavora, soprattutto donne; e per la cura dei bambini lasciati da soli alle tre del mattino, perché è difficile trovare una rete di protezione sociale per una mamma che va a raccogliere le fragole nel metapontino o a curare l’acinellatura dei grappoli di uva da tavola sotto i teloni di plastica che chiudono i tendoni. Paola Clemente, 49enne di San Giorgio Ionico, il 13 luglio 2015 ci morì – ad Andria… - uccisa dall’effetto serra che, sotto quei teloni, può far percepire una temperatura di 40/50 gradi per un compenso di 2,70 euro a ora. Queste storie riportano il consorzio umano di cui facciamo parte a uno stato pre-sociale: prima della nascita della società gli uomini erano guidati solo dall’istinto e dal desiderio di possesso. In tale giungla, non c’è stato mai posto per giustizia o moralità, e il più forte diventava inesorabilmente il predatore del proprio simile.