di
Ester Palma
La campagna di segnalazioni online che invita a segnalare la presenza di turisti israeliani in Italia. «E' la negazione dei diritti fondamentali della persona, dell’umanità stessa, e dei principi costituzionali della Repubblica»
«L’idea di una mappatura del "turismo sionista" sul web è semplicemente aberrante, e dovrebbe essere percepita da chiunque e da qualsiasi forza politica o aggregazione sociale del nostro Paese come la negazione dei diritti fondamentali della persona, dell’umanità stessa, e dei principi costituzionali sui quali si fonda la Repubblica italiana». Victor Fadlun, presidente della Comunità Ebraica di Roma, affida a un comunicato il suo sdegno per le notizie sulla campagna di segnalazioni online che invita a censire la presenza di cittadini israeliani o ebrei in alberghi, strutture ricettive e attività commerciali, con un link da aprire e un modulo da compilare. L'obiettivo del questionario, rilanciato attraverso chat sui social, è realizzare una «mappatura del turismo sionista».
Meghnagi: «Si torna alla caccia all'ebreo, come negli anni Trenta?»Già ieri Walker Meghnagi, presidente della Comunità ebraica di Milano aveva detto che una tale iniziativa «riporta alla memoria stagioni che si pensavano archiviate. Penso che stiamo tornando agli anni Trenta, alla caccia all'ebreo. Allora erano elenchi e schedature, oggi un modulo online che, proprio per la facilità con cui può essere condiviso, può raggiungere in poco tempo un numero enorme di persone. Quello che succede oggi dimostra che gli squilibrati ci sono e, se si diffonde questo messaggio a una larga parte della popolazione, uno squilibrato lo si trova sicuro. E può essere molto pericoloso. La magistratura deve intervenire». Aggiunge Fadlun: «Ringraziamo il generale Angelosanto, coordinatore per la lotta all’antisemitismo, per il suo puntuale intervento per la rimozione dell’ignobile questionario. Assistiamo con crescente preoccupazione a una vera e propria caccia all’uomo, nella quale persone vengono individuate, esposte e stigmatizzate unicamente in ragione della loro identità ebraica o del presunto legame con Israele. Rinnoviamo il nostro allarme per la deriva anti-ebraica anche nel nostro Paese e sollecitiamo le autorità e la società civile a continuare a tenere alta la guardia».










