Paolo Di Canio contro Lele Adani, l’opinionista di ‘Sky Sport’ sferza il commentatore della ‘Rai’ ai Mondiali senza mai nominarlo: “Se proprio non volete indignarvi, abbassate il volume a zero. Cioè, nessuno vi obbliga a sentire. Sennò siete masochisti. E io ricordo a tutti… Italia, noi siamo italiani”.

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A poche ore dalla finale dei Mondiali di calcio 2026 che vedrà in campo stasera Spagna e Argentina, Paolo Di Canio entra duro su Lele Adani, che dalle 21 commenterà la partita sulla Rai. Molto si è detto e scritto delle ‘esibizioni' in questa Coppa del Mondo della spalla tecnica di Alberto Rimedio, e non tutti (eufemismo) hanno gradito sia la faziosità pro Argentina dell'ex difensore emiliano che i suoi toni debordanti, talora davvero sguaiati, usati sulla TV pubblica.

Di Canio contro Adani per le telecronache dei Mondiali sulla Rai: "Non ho mai messo il volume, avevo una musichetta" Al coro dei critici di Adani si unisce un suo collega come Di Canio, che oggi a sua volta è uno degli opinionisti di punta di ‘Sky Sport'. L'ex calciatore di Lazio, Juve e Milan non nomina mai Lele, ma le sue parole non hanno bisogno di ulteriori chiarimenti: "Dopo la partita fra Argentina e Inghilterra, ho ricevuto 52 messaggi su WhatsApp, da persone che conosco, tante anche che non sentivo da tanto tempo. E la cosa strana è che il tenore era sempre lo stesso: infuriati, arrabbiati, indignati. È veramente una cosa particolare, 52 su 52. Per i commenti… mi dicevano: insomma, è una vergogna, la RAI". Di Canio ammette che non può dare un giudizio nello specifico, perché ha stroncato il problema a monte… "Io devo dire una cosa: allora, non parlate con me, perché io per scelta non ho mai messo il volume durante le partite dei Mondiali, perché mi fido della mia conoscenza, della mia competenza e dei miei occhi. Perciò mettevo una musichetta e mi guardavo le partite".