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Il telecronista della Rai Daniele “Lele” Adani si sta facendo notare al commento dei Mondiali maschili di calcio. È un ex calciatore di buon livello che è diventato famoso grazie al ruolo di seconda voce, cioè di commentatore tecnico al fianco di un telecronista che racconta la partita secondo-per-secondo, ma anche per il modo in cui parla di calcio su piattaforme meno tradizionali della televisione. Negli ultimi anni ha avuto una grande influenza sul modo in cui si parla di calcio in Italia e ha suscitato dibattiti (e critiche) su gradi diversi, non solo tra chi segue molto il calcio.

In questa edizione dei Mondiali sta commentando spesso le partite dell’Argentina, di cui è tifoso, durante le quali urla riferimenti spesso non semplici da cogliere, e molto enfatici e teatrali. «Einstein diceva che le coincidenze sono il modo in cui Dio sceglie di rimanere anonimo», ha detto durante la semifinale tra Argentina e Inghilterra. Alla fine della partita, a causa delle tante urla, si percepiva che ad Adani stava andando via la voce. Commenterà anche la finale tra Argentina e Spagna, domenica 19 luglio alle 21.

Spesso è molto alto sia il volume della voce sia il contenuto delle cose che dice. È abbastanza comune che – nel calcio e nello sport in generale – i telecronisti enfatizzino con la voce durante un evento importante: ma di solito lo fa il telecronista principale e non la seconda voce. Adani invece urla parecchio e per diversi secondi, a volte in momenti della partita non cruciali: anche questo è insolito, e lo fa passare come uno un po’ esaltato.