(immagine di repertorio)

Presunte violenze nel carcere di Opera alla Vigilia di Natale: detenuti picchiati, umiliati e lasciati “nudi al freddo”. Sintomo, secondo le denunce visionate da Fanpage.it, di abusi sistemici e gravi violazioni dei diritti umani.

"Mi hanno colpito con calci e pugni alla testa, alla schiena, al torace, con lo sgabello su cui ero seduto". Subito dopo, "ci hanno fatto spogliare […] siamo rimasti nudi al freddo […] non potevo neanche pulirmi dal sangue". Poi, ancora, stando alla denuncia che Fanpage.it ha potuto visionare, mentre i detenuti si trovavano in quelle condizioni, alcuni agenti avrebbero detto loro: "Devi morire", "Se fossi io il capo vi ammazzerei coi manganelli in testa". A riferirlo è uno dei tanti detenuti coinvolti nella presunta aggressione – descritta come "una spedizione punitiva" – che si sarebbe verificata nel carcere di Opera la scorsa Vigilia di Natale.

Tali dichiarazioni, contenute nella denuncia depositata dall'avvocato di uno dei detenuti coinvolti nella presunta aggressione, si intrecciano con quella redatta dall'Associazione Quei Bravi Ragazzi Family che già nei mesi precedenti aveva portato all'attenzione della Procura un quadro di presunti soprusi e violazioni dei diritti umani ben più ampio e strutturato: un carcere che sarebbe segnato da "condizioni ambientali incompatibili con gli standard minimi di dignità", presunte criticità sanitarie – tra cui la "mancata erogazione delle prestazioni sanitarie" e "infermieri che sbaglierebbero la somministrazione della terapia" – e un clima di tensione costante, come denunciato da circa 150 detenuti delle sezioni A, B e C del quarto piano del primo blocco del carcere di Opera attraverso una lettera collettiva. In seguito a tale denuncia, tra l'altro, la deputata del Pd Silvia Roggiani aveva presentato un’interrogazione al ministro della Giustizia per chiedere "iniziative urgenti". Oggi, inoltre, l'Associazione ha chiesto un'ispezione straordinaria per valutare ogni responsabilità individuale e istituzionale in capo alla Direzione, anche perché l'accaduto sembrerebbe "una brutale forma di ritorsione a causa della denuncia depositata a settembre".