I recenti successi della Spagna si fondano prima di tutto sul centrocampo. Accadde lo stesso una quindicina di anni fa, quando tra il 2008 e il 2012 la Spagna vinse due Europei e un Mondiale, influenzando profondamente il modo in cui si gioca a calcio. Lì c’erano Xavi, Iniesta, Busquets, Xabi Alonso e Fàbregas. Qui ci sono Fabián Ruiz, Pedri, Merino, Dani Olmo e, soprattutto, Rodri.

Sui piedi (e sulla mente) di Rodrigo Hernández Cascante, a dispetto di quel Cascante nel nome completo, si regge buona parte del gioco della Spagna e del suo controllo sulle partite. Fin qui in ha toccato la palla 794 volte e ha completato 655 passaggi (su 705 tentati), come nessuno aveva fatto ai Mondiali dal 1966, da quando vengono raccolti questi dati. Rodri ha un ruolo fondamentale non solo nell’organizzare il possesso palla, ma anche nella fase difensiva e nel recupero del pallone.

I francesi Michael Olise e Kylian Mbappé, per dire, hanno giocato contro la Spagna la loro peggior partita di questi Mondiali anche a causa di Rodri. Piazzato tra difesa e centrocampo, lo spagnolo impediva a entrambi di ricevere palla, trovando sempre il punto giusto dove mettersi, e intervenendo con grande tempismo sul pallone. El País ha scritto che contro la Francia Rodri è stato ancora una volta il migliore in campo, definendolo «il termometro di questa nazionale», colui che «detta i ritmi, rallentando o accelerando il gioco a seconda delle necessità» e che «svolge un ruolo chiave nel recupero palla».