Circa seimila rappresentanti di Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e Guardia di Finanza sono scesi in piazza per la prima volta sabato a Roma per partecipare alla mobilitazione promossa dai principali sindacati del comparto difesa e sicurezza. La protesta è nata per chiedere al governo interventi sugli stipendi colpiti dalla crisi economica sulle le pensioni, oltre ad azioni per garantire maggiori tutele.
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La manifestazione è arrivata pochi giorni dopo il rinnovo contrattuale per 430mila agenti che prevede 188 euro lordi in più in busta paga e un’una tantum da 2.448 euro per gli arretrati. Gli accordi sottoscritti dal ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, da diversi sottosegretari, da alcune organizzazioni sindacali e associazioni professionali, prevedono anche l’apertura di un tavolo per individuare soluzioni ai problemi previdenziali della categoria.
Sinafi (Sindacato nazionale finanzieri), Nsc (Nuovo sindacato carabinieri), Usami Aeronautica, Itamil (organizzazione sindacale italiana dei militari) e Silmm (sindacato italiano lavoratori militari Marina) hanno deciso di non firmare l’accordo e hanno indetto la mobilitazione di sabato.
Le richieste dei sindacati delle forze dell'ordine e di difesa








