Centinaia di lavoratori del comparto sicurezza e difesa sono scesi in piazza per chiedere l'aumento di salari e pensioni

Manifestazione storica quella andata in scena oggi, 18 luglio, per le vie della Capitale, sotto il sole cocente di luglio: per la prima volta, infatti, gli uomini e le donne di Marina, Esercito, Aeronautica, Carabinieri e Guardia di Finanza sono scesi in piazza insieme per chiedere maggiori tutele, un rinnovo contrattuale adeguato, migliori condizioni previdenziali e più attenzione per le loro famiglie. È di pochi giorni fa la firma degli accordi sindacali relativi al personale del Comparto Sicurezza e Difesa per il triennio 2025-2027, ma i sindacati che non hanno partecipato al tavolo denunciano: «È una truffa», mentre riecheggiano per le strade gli slogan «dignità» e «rispetto», ma anche il nome Giorgia Meloni.

Perché i sindacati hanno manifestato

Al centro delle polemiche delle cinque sigle sindacali organizzatrici (NSC, SINAFi, USAMi, ITAMIL e SILMM9), diverse battaglie. La prima, quella per stipendi bassi e mangiati dall’inflazione. La seconda, riguarda le pensioni: un tempo tutelate dall’esistenza di una cassa privilegiata, che riconosceva turni notturni e rischi quotidiani, oggi per chi va in pensione prima dei 60 anni sussisterebbero pesanti penalizzazioni.