Nel salotto più bello di Roma, quello del Tevere, si sono ritrovati intorno a uno stesso tavolo creator del cibo, aziende agricole e istituzioni, insieme per difendere il gusto italiano. Tra contraffazione, italian sounding e nuove professioni, con la comunicazione digitale presidio delle eccellenze agroalimentari, il Made in Italy nell’agroalimentare ha tenuto banco sotto il Ponte Cestio, nell’ambito della kermesse “Lungo il Tevere Roma – Un Fiume di Cultura”. “Food Influencer e Produttori: alleati per difendere il Made in Italy“, il titolo del talk promosso da Fabrizio Santori, segretario dell’Assemblea Capitolina, e moderato da Fabrizio Pacifici. L’iniziativa è partita da una constatazione semplice e insieme rivoluzionaria: chi produce qualità e chi la racconta ogni giorno sui social network non sono mondi separati. Sono, sempre più, alleati necessari. Perché il patrimonio enogastronomico italiano — quel valore economico e culturale che il mondo ci invidia e troppo spesso ci copia — ha bisogno tanto delle mani che lo generano quanto delle voci che lo veicolano a milioni di persone. Ed è proprio sui food creator che si è acceso il cuore del confronto. Alessandro Santarelli, Davide Sagliocco, Francesca Gambacorta, Luca Cuffari, Giovanni Marino, Wlady Nigro, Mimma Bifulco e Michele Ruschioni — tra i divulgatori del settore food più seguiti d’Italia, premiati nel corso della serata — hanno raccontato un mestiere che fino a pochi anni fa non esisteva e che oggi muove consumi, orienta viaggi, costruisce reputazioni. Non semplici vetrine, ma narratori: gente che entra nei caseifici all’alba, che cammina tra i filari, che dà un volto e una storia a un’etichetta. Accanto a loro, produttori arrivati da diverse regioni italiane, a ricordare che dietro ogni contenuto virale c’è sempre una terra, una fatica, una famiglia.