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Un vasto incendio sta investendo dalla tarda serata di ieri una parte di Monte Iato, minacciando il parco archeologico, alcune abitazioni e diverse aziende agricole tra San Cipirello e San Giuseppe Jato. Dopo una notte di interventi, all’alba sono tornati in azione i Canadair per contenere gli ultimi fronti ancora attivi.Il rogo sarebbe divampato nei pressi della zona conosciuta come «Scala di Ferro», lungo la strada provinciale 34. Spinto dal forte vento di scirocco e alimentato dalla vegetazione secca, il fuoco si è esteso rapidamente lungo la montagna, raggiungendo la parte più alta e avvicinandosi ai resti dell’antica città di Iato.L’allarme è stato lanciato nel pomeriggio dai volontari della Protezione civile Valle Jato. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, Corpo forestale, carabinieri, volontari e personale del parco archeologico. Le operazioni sono proseguite per tutta la notte, mentre l’intervento degli elicotteri è stato sospeso con il buio e ripreso alle prime luci del giorno con il supporto dei Canadair.

L’avanzata dell’incendio ha reso necessaria anche l’evacuazione precauzionale di alcune abitazioni. Le squadre di soccorso hanno presidiato i punti più esposti per impedire che il fuoco raggiungesse case, terreni coltivati e infrastrutture.I danni più evidenti riguardano una parte dell’area boschiva, la staccionata di protezione e alcuni tratti del guard-rail in legno installato di recente. Restano invece da verificare le conseguenze sul patrimonio archeologico. Le fiamme sono arrivate anche nelle vicinanze dell’Antiquarium di Case d’Alia, facendo scattare ulteriori misure di sicurezza.L’emergenza ha costretto gli organizzatori ad annullare, pochi minuti prima dell’inizio, lo spettacolo «Le lacrime delle donne-La guerra è finita», inserito nel programma della rassegna Teatri di Pietra. La decisione è stata presa d’intesa con il sindaco di San Cipirello, Vito Cannella, e con i responsabili della sicurezza del sito.I carabinieri hanno avviato gli accertamenti per individuare l’origine del rogo. Tra le ipotesi al vaglio c’è anche quella dolosa. Tre anni fa un altro grave incendio aveva colpito la stessa area.