Questa mattina un Canadair volteggia ancora sulla collina di Ruffano (Lecce) per spegnere con ripetuti lanci d’acqua gli ultimi focolai. Il peggio, al risveglio, sembra ormai è alle spalle. Il rogo - che ha incenerito centinaia di ettari di macchia mediterranea - è stato circoscritto. Ma l’odore acre della fuliggine infesta ancora l’aria. Il day-after ha il sapore amaro di un giorno di riflessioni che apriranno il varco a ulteriori polemiche. Il sindaco Rocco Antonio Cavallo ha invitato la popolazione a evitare la circolazione nelle aree coinvolte e a non sostare nei tratti a rischio per agevolare le operazioni di soccorso e garantire la sicurezza di tutti. Strade limitrofe e cimitero chiusi.

I disagi, però, sono tanti: una quindicina di nuclei familiari ha trascorso la notte fuori casa da parenti e amici dopo che per tutto il pomeriggio di ieri, tanti residenti si sono uniti ai vigili del fuoco, ai volontari della Protezione civile e ai carabinieri forestali per circoscrivere il fronte del fuoco. Fortunatamente l’incendio è stato arginato prima che le fiamme – spinte dal forte vento di tramontana – raggiungessero le abitazioni e la chiesa della Madonna della Serra, sulla cima della collina.