"Le immagini drammatiche del litorale tra Squillace e Copanello di Stalettì assediato dalle fiamme, con i bagnanti in fuga dagli stabilimenti, e lo snodo strategico del Bivio "Nalini" paralizzato dal fumo alle porte di Catanzaro, non descrivono una calamità imprevedibile. Raccontano il collasso annunciato di un sistema di gestione del territorio. Mentre i Vigili del Fuoco e i volontari affrontavano una giornata drammatica da oltre 150 interventi in tutta la regione, è andato in scena il solito, inaccettabile rimpallo di competenze sulle spalle dei cittadini".

Il Codacons rifiuta categoricamente la retorica dell'evento eccezionale o la facile scusa del "vento forte". "C'è una profonda e amara differenza tra lo sciacallaggio di chi punta il dito a tragedia avvenuta e l'azione di chi aveva formalmente e preventivamente denunciato lo stato di totale abbandono dei margini stradali mesi addietro, proprio per evitare che si giungesse a questo punto", scrivono in una nota. Che continua: "I nostri appelli, rimasti inascoltati nei cassetti della burocrazia, fotografavano esattamente ciò che ieri si è verificato: cumuli di sterpaglie e vegetazione incolta trasformati nell'autostrada perfetta per il fuoco".Codacons: la mappa delle responsabilità non lascia spazio a interpretazioni