Gianni Infantino, il caso Balogun, Donald Trump in campo, l’indignazione del Mondo, le minacce del Belgio, la voce grossa della Uefa: tanto rumore per il solito nulla. Non ci saranno sanzioni per il presidente Fifa. Che eviterà sanzioni.

Il Comitato Olimpico Internazionale potrebbe agire, come da regolamento lo può fare se riceve una denuncia formale. Ed è successo: l’ha avuta questa settimana dall'organizzazione per i diritti umani FairSquare. Oltretutto, Trump ha anche candidamente ammesso di aver chiamato il presidente della FIFA chiedendogli di rivedere la squalifica dell’Attaccante statunitense per gli ottavi contro il Belgio. Telefonata e via, squalifica revocata. Tutti i presupposti per agire: è stata violata la sacra regola di neutralità politica delle federazioni membri del Cio. Che devono agire in modo indipendente da interessi politici e commerciali.Non possono accettare "da governi, organizzazioni o altre parti, alcun mandato o istruzione suscettibile di interferire con la loro libertà d'azione e di voto".

Il Cio e il Giochi di Los Angeles

Secondo il Guardian, non un'indagine formale: gli equilibri di potere si sono modificati negli ultimi due decenni, rovesciati, con il Cio sempre più dipendente dalla Fifa per le entrate commerciali. E con i prossimi Giochi Olimpici estivi che si terranno a Los Angeles nel 2028, il CIO non vuole nemici e spera di capitalizzare il boom del calcio negli Stati Uniti avuto con i Mondiali.