Sono da sempre appassionato di temi scientifici, in particolare spazio ed astronomia, tecnologia, ingegneria, fisica, ed energia. Ho sempre avuto una indole da…

L’ amianto è un materiale eccezionale. Immaginate lo stupore degli antichi quando, per la prima volta, si trovarono di fronte a una roccia che aveva l’aspetto della lana, morbida e resistentissima al tempo stesso ma soprattutto ignifuga. Secoli dopo, quello stesso materiale troverà una nuova, decisiva applicazione. Siamo negli Stati Uniti di fine Ottocento, caratterizzati da una società in forte espansione, che si stava industrializzando e urbanizzando. Le case venivano costruite in legno, si cucinava con il fuoco, si illuminava con le candele e gli ambienti si riscaldavano grazie alle stufe. In quel contesto però non era raro che divampassero degli incendi capaci di radere al suolo in poco tempo interi quartieri e spezzare centinaia di vite umane. Un esempio fu il grande incendio di Chicago del 1871: nove chilometri quadrati di città furono cancellati in tre giorni, e furono stimate dalle 200 alle 300 vittime. Fu proprio durante questo periodo che l’amianto iniziò a diffondersi massicciamente, diventando parte dell’edilizia e contribuendo a rendere le città più resistenti al fuoco. Nell’arco di un secolo venne adottato in tutto il mondo, creando però i presupposti per una crisi di salute pubblica che avrebbe comportato milioni di vittime. L’amianto è oggi universalmente noto per la sua pericolosità, ma come può essere entrambe le cose? Tutto parte dalla sua struttura chimica. L’unità fondamentale di questo minerale è data da un atomo di silicio al quale sono legati quattro atomi di ossigeno: un silicato, con forma tetraedrica. Questa struttura è però incompleta: ad ogni ossigeno manca un elettrone per completare il suo guscio elettronico. È come se avesse ancora “una mano libera” pronta ad afferrare un altro atomo di silicio. Ed è questa condizione a permettere la connessione tra molte unità, che possono legarsi in modi diversi: lunghe catene, fogli o strutture tridimensionali. I silicati sono composti chimici super comuni: costituiscono infatti circa il 90% della crosta terrestre e molti sono piuttosto noti. Alcuni esempi sono il quarzo (sabbia), le argille e il talco.