Francesco Minutillo, uno dei referenti forlivesi di Futuro Nazionale, davanti alla frase su un muro di via BalzellaUna contestazione politica sui muri della città accende la polemica. Al centro della vicenda c’è una scritta comparsa in via Balzella, all’esterno di un deposito di proprietà di Romagna Acque: "Vannacci appeso". Una frase che ricorda anche la fine di Benito Mussolini.
L’episodio ha suscitato la reazione di Francesco Minutillo, membro dell’assemblea nazionale di Futuro Nazionale e referente del Comitato Forlì 93, che contesta non solo il gesto in sé, ma anche l’assenza di reazioni da parte del panorama politico locale. Secondo Minutillo, la gravità dell’atto risiede nella natura stessa delle parole utilizzate: "Si tratta di un’espressione che evoca esplicitamente la violenza politica e che, se indirizzata a qualsiasi altro esponente pubblico, avrebbe già provocato comunicati, manifestazioni di solidarietà e prese di posizione unanimi da parte delle istituzioni e delle forze partitiche. Ci troviamo di fronte a un fatto grave, che non può essere derubricato a una semplice bravata o a una manifestazione di dissenso. La politica democratica si fonda sul confronto delle idee, non sull’evocazione dell’eliminazione fisica dell’avversario. In una città come Forlì, che conosce il peso della storia e il valore della convivenza civile sempre a targhe alterne, certe scritte non possono essere tollerate né banalizzate. Non esistono minacce di serie A e altre di serie B".










