In prima fila, sul divano con la maglia dell’Albiceleste, insieme a sua moglie Francesca e ai figli Tiago di 5...In prima fila, sul divano con la maglia dell’Albiceleste, insieme a sua moglie Francesca e ai figli Tiago di 5 anni e Nicole di 9 ‘invitati’ a fare altrettanto "perché io dell’Argentina sono tifoso sfegatato e malato". Sebastian Vico, 40 anni, ex giocatore di basket dell’Unieuro Forlì e attualmente nei Baskérs Forlimpopoli (serie B interregionale) aspetta con ansia la partita di stasera.

Da dove nasce questa passione?

"Non puoi definirti argentino se non segui il calcio e la Nazionale, come ti insegnano fin da piccolo. A maggior ragione per me, arrivato in Italia a 18 anni: è un ulteriore modo per restare ancorato alla mia terra e alle mie radici. A livello di club faccio il tifo per il Santa Fe, la squadra della città dove sono nato, mentre in Italia simpatizzo per il Napoli, che era la squadra di Diego Maradona, e per l’Inter dove giocano sempre diversi argentini".

Se doveste battere la Spagna appaiereste l’Italia con 4 Mondiali vinti e fareste la doppietta dopo la vittoria del 2022.

"Nel 2022 giocavo a Faenza e il coach era lo stesso che avevo già avuto a Forlì, Gigi Garelli. Visto che la finale del Mondiale era in programma domenica 18 dicembre, un mese prima andai da Gigi e gli dissi: ‘Gigi, so che quella domenica giocheremo, ma sappi che io ci sarò ma non ci sarò’. Quel giorno fui impiegato solo 7 minuti perché ero fuori di me. Per fortuna all’intervallo eravamo già a +20, quindi… Vidi i rigori nell’intervallo con i miei compagni, alla fine corsi ad abbracciare mia moglie e i miei figli. È stato il primo Mondiale che ho vissuto in Italia. Ora siamo in finale e se vinciamo anche questo io da qui non vado più via!".