Continua la mobilitazione per il riconoscimento dell’ospedale Pacini come struttura di area disagiata. Il comitato "Dal Pacini non si scende!" ha diffuso un comunicato riassuntivo sugli ultimi sviluppi, tra le dichiarazioni del presidente Eugenio Giani e l’esito dell’incontro fiorentino sul progetto pilota della Scuola Sant’Anna di Pisa. Negli ultimi mesi istituzioni, sindacati e forze politiche hanno sollecitato servizi sanitari adeguati per la Montagna, denunciando una disparità rispetto ad altre aree montane toscane. Posizione diversa quella di Giani, che il 4 luglio, all’inaugurazione della sede Ucap, ha collegato le difficoltà a un bacino d’utenza inferiore ai 15mila abitanti, ritenendo difficile un pronto soccorso completo. Sul piano operativo, secondo il comitato, le uniche novità si limitano a certificare l’assenza di un vero programma di sviluppo. La Montagna pistoiese affronterà una seconda estate senza radiologia, la cui riapertura è prevista solo a metà settembre, dopo diciotto mesi di chiusura. La Tac, annunciata nel 2019 e promessa per il 2020, potrebbe arrivare non prima del 2027, con sette anni di ritardo. Sulla dialisi si parla soltanto di eventuali interventi futuri, non certi. Restano aperti anche i temi del volontariato sanitario e del potenziamento dei servizi territoriali. L’aspetto più significativo, per il comitato, è che il riconoscimento del Pacini come area disagiata non rientrava tra i temi del progetto pilota, sebbene l’assessora Monni, comunicando la propria assenza alla manifestazione di fine aprile, lo avesse indicato come lo strumento per rispondere alle istanze del territorio.