Si rinnova come ogni estate l’appello dell’Avis per le donazioni di sangue. Nella Bergamasca la situazione è sotto controllo, le scorte ci sono, in ogni caso l’invito è a prenotare le visite e donare. "Giugno – sottolinea il presidente provinciale, Roberto Guerini – sotto il profilo delle donazioni di sangue e plasma, ha fatto registrare un calo di affluenza, ormai cronico in estate, che rileviamo ancora adesso". L’andamento delle donazioni del primo semestre dell’anno segna in ogni caso una crescita complessiva della raccolta. Al netto di mesi più positivi rispetto ad altri, al 30 giugno le donazioni, come certificato dalle statistiche elaborate dall’associazione, sono state 31.530, 691 in più delle 30.839 dell’anno scorso. La forbice è dovuta soprattutto alle donazioni di plasma, 9.376, vale a dire 635 in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Per quanto riguarda invece il sangue intero, le donazioni sono stabili: 22.154 contro le 22.098 di un anno fa. Sul totale delle donazioni, all’Unità di raccolta del quartiere di Monterosso sono state effettuate oltre la metà (10.189) di quelle di sangue e 6.583 plasmaferesi (+ 481 rispetto al 2025).
"Per la provincia di Bergamo, siamo abbastanza tranquilli – commenta Guerini –. Se guardiamo alle statistiche dei primi sei mesi del 2026, i valori sono in linea. Dobbiamo comunque sempre stare attenti che si mantenga un gap positivo e che il sangue disponibile sia sempre maggiore di quello utilizzato. Abbiamo bisogno di infermieri e personale sanitario". E i donatori? In provincia l’esercito degli avisini è composto da 35mila membri attivi (chi ha donato almeno una volta negli ultimi due anni), a cui se ne aggiungono altri duemila che non possono più donare per limiti di età. Ma donano il loro tempo.









