Meglio essere chiari subito. Qui funziona tutto, i numeri sono complessivamente buoni. Ma in presenza di dati in calo bisogna lanciare l’allarme: perché il Centro delle Talassemie, per fare l’esempio più concreto, non può aspettare, e a causa del calo qualcuno non può andare in vacanza, per dirla brutalmente. Quindi invito tutti, iscritti e no, a donare.

Massimo Gallerani (nella foto sotto), segretario provinciale e direttore sanitario dell’Avis, non le manda a dire. Descrive come un gioiello la struttura che per lui è casa, ma quando i numeri scendono una spia rossa, inevitabilmente, si accende. La spia è soprattutto in un dato, quello riguardante le donazioni raccolte dall’associazione. Da gennaio a giugno del 2025 erano state 11.514, nello stesso periodo di quest’anno sono calate a 11.213. Trecento in meno, lo stesso numero del 2025 rispetto al 2024.

Dottor Gallerani, dove sono finiti questi 300 donatori? "I donatori ci sono, ma sono le donazioni che mancano. I numeri sono importanti ma vanno sempre interpretati nel periodo medio-lungo, analizzati bene, sviscerati mese per mese. Per esempio, rispetto al primo semestre del 2025 sono aumentate le donazioni di plasma, di ben 177 unità. Fa piacere e invita ad andare avanti col lavoro, ma poi ci scontriamo con una realtà che ci spinge a riflettere".