"Da oltre vent’anni il nostro istituto comprensivo "Bruno da Osimo" è costretto ad operare in una sede condivisa con l’istituto "Caio Giulio Cesare": una situazione che doveva essere transitoria ed è invece diventata una condizione strutturale che incide sulla qualità dell’offerta formativa, sull’efficienza organizzativa e sulla coesione della comunità scolastica". Inizia con queste parole inequivocabili la denuncia di una convivenza forzata che dura ormai da due decenni presso il plesso di piazzale Bellini. Nata come soluzione puramente temporanea e provvisoria per ospitare la scuola secondaria di primo grado "Krueger" dell’istituto "Bruno da Osimo" in attesa di una sistemazione definitiva, questa coabitazione si è trasformata nel tempo in un limite logistico e didattico non più sostenibile per il Consiglio d’istituto che oggi denuncia. "Oggi la situazione è giunta a un punto di rottura irreversibile. Per questo motivo il Collegio dei Docenti, il Consiglio d’Istituto (in rappresentanza dei genitori e degli insegnanti) e il personale Ata del "Caio" di Osimo e Offagna hanno approvato all’unanimità e inviato una lettera formale e urgente. Destinatari della missiva la Sindaca, l’assessora all’Istruzione, l’Amministrazione Comunale, il presidente della Provincia e il Dirigente dell’Ufficio Scolastico provinciale. Si tratta di un documento che denuncia una politica di piccolo cabotaggio limitatasi finora a semplici rattoppi senza mai affrontare il problema alla radice, lasciando per anni del tutto inascoltata una richiesta fondamentale che investe l’intera comunità cittadina". Il passaggio più amaro e grave della denuncia riguarda la gestione degli spazi interni e i continui "trasferimenti" di aule tra le due scuole imposti nel corso degli anni: "Questa condizione di precarietà logistica ha significato nel tempo vedere andare in fumo fondi ottenuti con una progettualità seria ed efficace. Soldi che il nostro istituto ha utilizzato per miglioramenti strutturali e didattici, e che alla fine sono stati ereditati dall’altro istituto a cui quelle aule sono state successivamente concesse dall’Amministrazione Comunale. Lavoro, tempo e denaro persi. Tolti a noi e, soprattutto, ai nostri studenti". Il Consiglio attende che l’Amministrazione Comunale formuli tempestivamente soluzioni diverse: "Non si tratta di una semplice disputa di quartiere, ma del benessere dei nostri ragazzi e del rispetto del loro diritto allo studio".