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Ultimo aggiornamento: 13:59

“Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, invece di voltarsi dall’altra parte e far finta di nulla, deve assumersi le proprie responsabilità e stabilizzare oltre 300mila docenti e Ata che da anni aspettano un contratto a tempo indeterminato”. Gianna Fracassi, numero uno della Flc Cgil, con una sola battuta riassume il pensiero delle organizzazioni sindacali. A poche ore dalla sentenza della Corte di Giustizia Europea che ha bocciato l’Italia sul personale della scuola dedicato alle mansioni amministrative, tecniche e ausiliarie (Ata), Uil Scuola, Gilda, Anief, Cisl e Cgil alzano il tiro chiedendo un intervento risolutivo non solo per gli Ata ma anche per i docenti precari.

La decisione della Corte di Lussemburgo che “rileva come il quadro normativo italiano non stabilisca alcuna durata massima né un numero massimo di contratti a tempo determinato per il personale Ata” apre un varco anche per maestri e professori a tempo determinato. Vane le parole di Valditara che prova con un comunicato ufficiale a scaricare la questione sui governi precedenti e sui sindacati: “Questo meccanismo, unitamente ai vincoli sul turn over” sono stati “introdotti, ben prima di questa legislatura”; “Al fine di risolvere questa annosa e complessa questione, il Mim ha avviato un confronto con le organizzazioni sindacali, istituendo un tavolo tecnico per la revisione complessiva del sistema di reclutamento del personale Ata”.