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5 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 20:12
La “nuova” carta docente, annunciata dal ministro dell’Istruzione e del Merito su ilfattoquotidiano.it, divide il mondo del sindacato. Se Cisl Scuola e Gilda degli insegnanti si ritengono soddisfatti dei cambiamenti messi in atto a viale Trastevere, la segretaria della Flc Cgil, Gianna Fracassi punta il dito contro il governo sottolineando la diminuzione di cento euro che vi sarà nel borsino elettronico: “Una riduzione ingiusta e non compensata da misure sostitutive. Invece di adeguare il fondo per la carta al costo della vita — considerando che dal 2015 l’inflazione ha eroso del 20% il potere d’acquisto — la cifra è stata drasticamente decurtata anche nel suo valore nominale, limitando sensibilmente la capacità dei docenti di investire nella propria formazione”.
Più cauti la Uil Scuola e la Cisl. Ivana Barbacci, a capo di quest’ultima spiega: “Avere ampliato la platea dei beneficiari è un risultato positivo, coerente con la rivendicazione di un trattamento non discriminante per il personale precario. A fronte della indisponibilità a incrementare la copertura economica di un beneficio destinato in origine al solo personale di ruolo, era inevitabile una riduzione dell’importo pro capite. È dunque evidente la necessità di rivendicare, in prospettiva, un adeguamento delle risorse disponibili, se si vuole ripristinare in via generale l’importo originariamente previsto. La questione, infatti, non può essere affrontata e gestita con una logica ragionieristica, ma richiede scelte chiare e impegnative di natura politica, nell’ottica di un rafforzamento degli investimenti destinati al sistema d’istruzione e al lavoro che vi si svolge”.







