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La sede storica di via Manzoni sarà oggetto di un maxi intervento di adeguamento sismico
Macerata, 23 maggio 2026 – Il collegio dei docenti, il collegio d’istituto e il personale Ata del liceo scientifico Galilei di Macerata, tutti all’unanimità, chiedono una sede unica per la scuola. Hanno inviato una richiesta formale e urgente al presidente della Provincia Alessandro Gentilucci, al sindaco Sandro Parcaroli, al governatore Francesco Acquaroli, alla direttrice generale dell’Ufficio scolastico regionale Donatella D’Amico e al Forum associazione dei genitori della scuola Marche. I giorni scorsi il Comune di Macerata ha accolto la richiesta della Provincia per ospitare alcune classi del Galilei ai Salesiani. Altre sono previste all’ex Mestica. “Intendiamo portare formalmente all’attenzione delle autorità competenti, e in particolare dell’amministrazione provinciale, una situazione ormai insostenibile, chiedendo un impegno preciso, pubblico e non derogabile – scrivono il collegio dei docenti, d’istituto e il personale Ata dello Scientifico -. Da oltre venticinque anni il nostro istituto opera su sedi distinte. Questa frammentazione logistica non rappresenta un inconveniente temporaneo, ma una condizione strutturale che incide in modo significativo e misurabile sulla qualità dell’offerta formativa, sull’efficienza organizzativa e sulla coesione della comunità scolastica. La divisione tra sedi comporta conseguenze concrete: difficoltà nella programmazione didattica trasversale, impossibilità di condividere i laboratori scientifici in modo efficiente, disagi quotidiani per i docenti chiamati a spostarsi, per gli studenti che vedono ridotte le opportunità di un’esperienza scolastica unitaria, per le famiglie e per il personale Ata, gravato da compiti organizzativi aggiuntivi. Operare in questa condizione richiede al corpo docente uno sforzo organizzativo molto gravoso solo per mantenere standard qualitativi che in una sede unica sarebbero garantiti con maggiore efficienza; la situazione di frammentazione delle sedi in alcuni casi costringe, inoltre, a rinunciare ad attività, iniziative e proposte formative che gli studenti hanno diritto a ricevere. A questa situazione già critica si aggiunge ora un’altra aggravante: i lavori di ristrutturazione previsti comporteranno la frammentazione del liceo su tre sedi, con i relativi traslochi di aule, attrezzature e laboratori scientifici e informatici. Si tratta di operazioni che hanno un elevato costo economico a carico della spesa pubblica e che andrebbero evitate o comunque ridotte al minimo attraverso una pianificazione seria e lungimirante. Ciò che ci preoccupa maggiormente, tuttavia, non è soltanto la fase transitoria. Le informazioni in nostro possesso non ci consentono di escludere che, al termine dei lavori, la situazione di divisione su più sedi rimanga invariata. Questo scenario è inaccettabile. La nostra scuola con la storia, le dimensioni e il ruolo culturale che ha nella città di Macerata non può continuare ad operare in una condizione di precarietà logistica che nessun’altra istituzione scolastica della Provincia si troverebbe a tollerare così a lungo. Va rilevato, a questo proposito, che in tutto questo tempo le amministrazioni provinciali che si sono succedute avrebbero avuto ogni strumento per affrontare e risolvere strutturalmente il problema: la circostanza che ciò non sia avvenuto è una scelta di cui si vedono oggi le conseguenze. Sarebbe utile anche una valutazione circa l’utilizzo di fondi pubblici per la costruzione di una nuova sede: in particolare, ci chiediamo se siano state esplorate le possibilità offerte dai fondi per la ricostruzione post-sisma 2016, dai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e dai fondi del Piano nazionale per gli investimenti complementari (Pnc)”. Chiedono quindi alla Provincia: “Un impegno formale e pubblico affinché, con massima tempestività, si avvii concretamente il percorso verso l’individuazione di una sede unica per il nostro istituto. L’avvio immediato di un’istruttoria tecnica e amministrativa da parte degli uffici provinciali competenti per l’identificazione della soluzione logistica adeguata, con una comunicazione trasparente alle parti interessate sullo stato di avanzamento del processo. La garanzia che ogni decisione relativa alla sistemazione definitiva dell’istituto venga assunta dopo un opportuno confronto con il dirigente scolastico e gli organi collegiali. Chiediamo all’unanimità una sede unica che garantisca il pieno diritto allo studio di studenti e studentesse e migliori condizioni di lavoro per il personale tutto, anche per il futuro di questo istituto. La situazione attuale è al limite della sostenibilità e riteniamo che l’amministrazione provinciale abbia la responsabilità istituzionale di affrontarla con la necessaria risolutezza”.










